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Esperienza di studio in Danimarca di u giovane sabino

Foto miaSi dice che la Danimarca sia il paese più felice del mondo. È veramente così? Oggi un ragazzo originario di Fara in Sabina non farà altro che raccontare la sua esperienza in questa fredda nazione.Mi chiamo Luca Milani, ho 20 anni, lavoro e studio ingegneria meccanica in Danimarca. L’idea di andare a studiare all’estero mi ha sempre intrigato, ma grazie a mia zia ho scelto proprio il pase in questione. Ho iniziato ad informarmi leggendo che, oltre ad essere offerti corsi di laurea gratuiti (solo per i cittadini dell’Unione Europea), essi sono anche in lingua inglese. Sembra tutto troppo facile, infatti non è proprio così.

                                                                  Prima di iniziare...

foto centro horsensStudiare in Danimarca non è proprio semplice. Per essere ammesso ai corsi bisogna avere ovviamente il diploma di scuola superiore, ma per certe specifiche facoltà (come ad esempio ingegneria) bisogna disporre di buoni voti per quanto riguarda materie come matematica, chimica e fisica. Nel mio caso sono stato accettato con otto decimi per tutte e tre le materie. Il secondo requisito fondamentale è un certificato di inglese che sia riconosciuto dall’università, in genere accettano il TOEFL iBT con un punteggio minimo di 80 su 120, lo IELTS con un punteggio di almeno 6.5 su 9, oppure anche il Cambridge CAE.

La domanda di iscrizione si effettua sul sito di Optagelse. Se si vuole iniziare i corsi a fine agosto la domanda va compilata tra gennaio e metà marzo dello stesso. L’unico problema potrebbe verificarsi, come è stato nel mio caso, se si ha intenzione di iniziare i corsi subito dopo la maturità, in quanto nella domanda andrebbe inserito anche il diploma. Se si comunica all’università che il diploma verrà mandato direttamente a loro a luglio non ci sono problemi. Una volta in Danimarca mi sono dovuto subito attivare per richiedere il permesso di residenza ( importante se si ha intenzione di rimanere nel paese per più di tre mesi ) e successivamente il CPR-Nummer, importante poichè fornisce assicurazione sanitaria e funge da ID danese.

                                                                                Lo studio

La meta più ambita è la capitale Copenaghen, ma è anche la più costosa. Ho scelto invece una cittadina situata nella penisola centrale chiamata Horsens. Non è molto grande, ma molto tranquilla, con poco traffico e poche distrazioni. Credo sia l’ideale per studiare,ma può essere un po’ limitata sul numero di locali per svagarsi. Ho scelto questa località anche perchè c’è la Via University College che è specializzata nelle facoltà di ingegneria.

Se siete tipi da party allora considerate la città di Aarhus, città molto più grande.

Per le lezioni non c’è l’obbligo di presenza, anche gli orari sono molto comodi: in genere le lezioni si svolgono tra le 8:20 del mattino fino alle 12:40, ma gli orari possono variare, mentre gli esami sono a date fisse tutti alla fine del semestre. Ho trovato particolarmente interessante il metodo d’insegnamento di questo paese. Tutta la teoria appresa durante le lezioni del semestre viene utilizzata a livello pratico in laboratorio e nel progetto del semestre. Hanno quindi un’approccio molto pratico in quanto gli studenti vengono messi di fronte a situazioni potenzialmente realistiche. Le classi sono di circa 30/35 persone quindi molto ridotte se comparate con le università italiane, mentre il rapporto con i professori è quasi totalmente informale, quasi amichevole, ed è una delle cose che preferisco di questa università.

                                                                       Relazioni sociali e amicizie

Foto universitàMi trovo bene sia con gli insegnanti che con i compagni. Nell’università circa il 60% provengono da nazioni straniere, quindi oltre ad ascoltare anche 20 lingue diverse mentre si cammina nei corridoi si può parlare inglese con chiunque.

Ho stretto molte amicizie sia con connazionali ( in erasmus e non ) sia con stranieri, con i quali ho condiviso molte esperienze, e penso che questo aspetto abbia influito molto sulla mia felicità. È soprattutto grazie ai miei nuovi amici che mi sono trovato bene. Credo che la mia università sia molto avanti sotto questo punto di vista grazie a questa particolare affluenza di studenti.

 

  1. Si può alloggiare in molti modi ad Horsens, il più immediato e comodo consiste nello Student Village situato proprio nel campus universitario, ma è anche il più costoso. Altrimenti bisognerebbe iscriversi ai numerosi gruppi di facebook esistenti in cui vengono pubblicati annunci di offerte di camere o appartamenti in affitto, (condivisi e non) che ovviamente costano meno dello Student Village, ma che si trovano più lontano dal campus.

                                                                        Lavorare in Danimarca

Il tasso di disoccupazione giovanile medio nel paese in questione è di circa 4%. È alquanto basso, soprattutto se comparato con il 45% circa dell’Italia, ed è una delle ragioni per cui ho scelto la Danimarca. Non ho mai voluto dipendere economicamente dai miei genitori perciò nonostante talvolta loro mi abbiano aiutato, ho iniziato sin dai primi mesi a cercare un impiego part-time. In una cittadina come Horsens è difficile trovare lavoro soprattutto se si pensa al numero di studenti in cerca di opportunità. Conoscere il danese porta molti vantaggi quando presenti il curriculum e fortunatamente esistono dei corsi di lingua gratuiti in questo stato all’avanguardia.

All’inizio mi sono accontentato di fare il lava-piatti in un ristorante italiano in centro, ma poi mi è stato offerto un posto come country manager presso Trendhim, un’azienda che si occupa di marketing a livello internazionale che è tutt’ora alla ricerca di lavoratori di madrelingua italiana. Quando ho accettato l’impiego mi sono sentito veramente realizzato, e tutt’ora sono felice di contribuire alla crescita di un’azienda.

Grazie alle mie esperienze sono molto soddisfatto del modo in cui sto vivendo la mia vita, questa esperienza sta allargando i miei orizzonti e sta aprendo nuove possibilità che quando ero in Italia nemmeno contemplavo. Ho fatto la scelta giusta? Credo proprio di sì.

 

Nelle foto: 1) Luca Milani; 2) Il centro di Horsens; 3) L'università.

 

 

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